Le batterie degli smartphone avranno un’autonomia di due settimane

La sta sviluppando nientepopodimeno che la NASA e promette di risolvere una volta per tutte il problema dell'autonomia degli smartphone. Ecco la batteria del futuro.

Le batterie degli smartphone avranno un'autonomia di due settimane

Se sei possessore di uno smartphone, è praticamente impossibile che non ti sia trovato, almeno una volta nella vita, a lottare contro l’inconveniente principale di tali dispositivi, ovvero la batteria scarica nel momento meno opportuno.

Non hanno alcuna importanza i passi avanti fatti dalla tecnologia negli ultimi anni, l’autonomia fornita dalle batterie degli smartphone non è mai abbastanza e, anche lasciandola in secondo piano, rimane comunque il fatto che le attuali batterie al litio soffrono anche di un altro grande problema: la rapida deperibilità.

Il ciclo di vita di una batteria agli ioni di litio riesce infatti a garantire un numero di ricariche variabile tra 200 e 500, dipendente anche dalla qualità di costruzione complessiva. Parliamo dunque di un lasso di tempo compreso tra due e quattro anni con un utilizzo regolare.

Ora però le cose potrebbero cambiare, in quanto alla ricerca della soluzione ci si è messa nientepopodimeno che la nota Agenzia Aerospaziale Statunitense NASA.

Un nuovo materiale

A quanto pare il problema è proprio il litio che, oltre a risultare deperibile nel breve o medio periodo, non è proprio più in grado di garantire prestazioni soddisfacenti rispetto allo standard oggi richiesto.

Le ultime ricerche condotte dalla NASA hanno così portato i ricercatori alla sperimentazione di un nuovo tipo di materiale, il fluoruro, che potrebbe finalmente essere in grado di garantire agli smartphone un’autonomia fino due settimane.

Si, hai capito bene e devo ammettere che sarebbe davvero un sogno se rapportato alla ricarica quotidiana alla quale siamo ormai da tempo abituati un po’ tutti.

Tra quanto le vedremo?

La strada potrebbe purtroppo essere ancora lunga in quanto la sperimentazione è tuttora in corso e non si tratta per niente di un progetto semplice.

Gli specialisti del CalTech, l’Istituto di Tecnologia della California prescelto dalla NASA per svolgere le ricerche, anche se capeggiati dal Nobel per la chimica Robert Grubbs, si trovano infatti a fronteggiare una difficoltà non di poco rilievo, ovvero la problematicità di lavorare con una sostanza altamente corrosiva e reattiva come il fluoruro.

All’indirizzo http://science.sciencemag.org/content/362/6419/1144 (e nell’immagine qui sotto) puoi trovare, in lingua inglese, un’estratto della notizia degli sviluppi sullo studio delle batterie al fluoruro pubblicato sulla prestigiosa rivista Science.

Le batterie degli smartphone avranno un'autonomia di due settimane

Come funziona?

Il fulcro di tutto sembra essere la quantità di atomi in grado di trasferire.

Il principio di funzionamento è sempre lo stesso, produrre energia elettrica per spostare dal polo negativo a quello positivo e viceversa gli atomi, solo che, a differenza del litio, il fluoruro, composto da atomi caricati negativamente, sembrerebbe riuscire a spostare una quantità di atomi di gran lunga maggiore, permettendo così la produzione di batterie con un’autonomia fino ad otto volte superiore rispetto a quelle al litio utilizzate finora.

I progressi della ricerca

Uno dei problemi principali riscontrati dai tecnici durante questa sperimentazione sta nel fatto che il fluoruro, se messo a contatto con oggetti solidi, consentiva la produzione di energia elettrica solamente a temperature molto elevate, inimmaginabile per oggetti come gli smartphone che, solitamente, vengono trasportati in tasca.

La ricerca è già arrivata al punto di riuscire a forgiare un primo esemplare in grado di operare senza problemi a temperatura ambiente, un’ottima premessa per il futuro a venire.

E a te? Piacerebbe avere finalmente uno smartphone con un’autonomia di due settimane? Lascia la tua opinione utilizzando l’apposita sezione Commenti sul fondo e, se vuoi rimanere sempre aggiornato sugli ultimi articoli pubblicati, non dimenticarti di iscriverti alla mia Newsletter o al mio Feed RSS.

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