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Wi-Fi: ormai il mondo è senza fili

Ormai viaggiamo costantemente connessi ad Internet e tutto ciò che ci serve sapere viaggia nell'aria ed è sempre a portata di mano. Ma dietro questo miracolo contemporaneo c'è una tecnologia ben precisa, prestante ed in continua evoluzione, si chiama Wi-Fi.

wi-fi
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Buongiorno a tutti, oggi vi porteremo con noi in un viaggio alla scoperta del Wi-Fi, dalle sue origini fino ad arrivare ai giorni nostri e magari… anche un po’ più in là. Iniziamo innanzitutto dal suo nome, che tutti siamo ormai soliti associare ad un qualcosa che funziona senza l’utilizzo di scomodi cavi, ma cosa significa Wi-Fi? La sigla Wi-Fi è un acronimo che sta per Wireless Fidelity, che tradotto letteralmente sta a significare Fedeltà senza fili.

Di per se stesso questo nome scelto non sta a significare praticamente nulla, ci sono infatti diversi pareri sulle sue origini, c’è chi sostiene derivi direttamente dal noto termine Hi-Fi, che tutti associamo immediatamente all’alta fedeltà degli impianti audio domestici, ed altri che ritengono invece si tratti di un nome del tutto casuale, nato semplicemente per dare un nome a questa nuova tecnologia.

Ma in fin dei conti, che importanza ha? Dopotutto, quello che conta è ciò che questa fantastica tecnologia ha fatto e sta facendo per noi, ci ha sostanzialmente liberati da un’infinità di scomodi ed antiestetici cavi di collegamento.

Lo standard

Siamo alla fine degli anni novanta quando alcuni tra i maggiori produttori del settore decidono di riunirsi in un gruppo chiamato Wi-Fi Alleance (Alleanza Wi-Fi, www.wi-fi.org). Eravamo agli albori, il mondo stava iniziando a sperimentare questa innovativa tecnologia, ma per evitare problemi, soprattutto di incompatibilità, era necessario stabilire delle regole ben precise, uno standard.

Gli accordi furono presi, lo standard fu definito e prese il nome di 802.11x, l’inizio di una nuova epoca era stato segnato. Grazie alla Wi-Fi Alliance si sono potute stabilire le regole che ogni dispositivo deve rispettare per poter esibire il marchio Wi-Fi e garantire così la completa compatibilità con tale tecnologia.

Provate solo ad immaginare se le cose a quel tempo fossero andate diversamente, a quest’ora probabilmente sarebbe molto più complesso connettere un qualunque dispositivo ad una rete senza l’utilizzo di fastidiosi cavi ed io, presumibilmente non starei scrivendo questo articolo al mare con il mio PC connesso ad Internet tramite le rete Wi-Fi del mio Smartphone. 😉

Che cos’è il Wi-Fi?

Come forse già molti sanno, la tecnologia Wireless è basata sulla trasmissione di onde radio che si propagano nell’aria attraverso una sorgente che le diffonde, come modem e router, e arrivano a tutti gli apparecchi nelle vicinanze abilitati alla loro ricezione, come ad esempio PC, Tablet o Smartphone.

Il segnale Wi-Fi, come accede per tutte le trasmissioni radio, viaggia su una frequenza ben stabilita, i 2,4 Ghz, anche se ormai molti dei più recenti dispositivi sono in grado di sfruttare anche la frequenza a 5 Ghz. È per questo motivo che su molti router presenti oggi sul mercato trovate la scritta Dual Band (doppia banda), il che sta a significare che è in grado di trasmettere il proprio segnale su entrambe le bande.

Ma qual’è la differenza tra il segnale a 2,4 Ghz e quello a 5 Ghz?

 

Wi-Fi a 2,4 Ghz o 5 Ghz? Ecco la differenza

Come visto in precedenza, la frequenza più utilizzata dalle reti Wireless è quella a 2,4 Ghz. Essa è presente non solo su PC, Tablet e Smartphone, ma viene utilizzata allo stesso modo anche da molti altri dispositivi di uso comune, come telecomandi, telefoni cordless o trasmettitori audio/video.

Per farvi un’idea più chiara della situazione, potete immaginare le reti wireless come delle grandi strade, dove la rete a 2,4 Ghz non ha molte corsie e per questo motivo il traffico risulta essere spesso congestionato, mentre la rete a 5 Ghz è una specie di grande autostrada con molte corsie e dove, ovviamente, il traffico risulta essere più scorrevole.

Ma allora, perché si dovrebbe continuare ad utilizzare la trasmissione a 2,4 Ghz viaggiando su su una strada piccola ed intasata quando abbiamo disponibile un mega stradone a 5 Ghz sempre libero e scorrevole? Il motivo è piuttosto semplice, la rete a 5 Ghz non è realmente più veloce come tanti credono, ma semplicemente più ampia. Ciò sta a significare che il suo segnale è meno potente e, conseguentemente, più soggetto a quella che è la vera problematica delle connessioni Wi-Fi.

Ehternet o Wi-Fi?

Esiste un dato di fatto, le onde radio temono gli ostacoli. Questo problema è ben noto a chi, per esempio, vive in una casa a più piani e cerca di navigare, magari con il Tablet o il Cellulare, da un piano che non è quello in cui si trova il router, con molta probabilità la navigazione non risulterà essere delle migliori.

In ogni ambiente è possibile trovare fonti di interferenza di ogni tipo e molto spesso si è costretti a ricorrere a sistemi di ampliamento del segnale come Range Extender o Powerline, oltretutto vogliamo ricordare che il segnale Wi-Fi teme in particolar modo materiali come il legno ed il vetro, quindi, quando decidete la posizione in cui sistemare il vostro router, evitate magari di rinchiuderlo in un mobiletto o dentro ad una vetrina. Forse non sarà l’oggetto più bello di tutta la casa, ma ha comunque bisogno di starsene all’aperto.  😯

È vero che fa male?

Bella domanda, avete mai provato a chiederlo a Google? Beh, se provate a ricercare frasi classiche come “il Wi-Fi fa male alla salute?”, come esito otterrete un’infinità di risultati con opinioni completamente opposte. C’è chi sostiene faccia davvero molto male e preferisce utilizzarlo il meno possibile e chi invece sostiene sia completamente innocuo e che lascia quindi il router di casa perennemente acceso.

In ogni caso, anche se ognuno resta libero di pensarla come vuole, l’opinione più accreditata sembra comunque essere quella che assolve il Wi-Fi da qualunque accusa. A tal proposito si può dare uno sguardo al rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità, redatto nel 2012 ma ancora attuale, all’indirizzo http://www.iss.it/elet/index.php?lang=1.

Il Wi-Fi nel futuro

Anche il Wi-Fi, come tutte le tecnologie, si sta evolvendo con il passare degli anni, tanto che l’attuale standard 802.11ac riesce a fornire velocità di trasmissione dati fino a 600 Mbps, il doppio rispetto al suo ancora diffusissimo predecessore 802.11n, il quale si fermava a 300 Mbps. Ma è davvero necessaria tutta questa velocità? In realtà la risposta è Sì.

Pensate per un attimo a tutti i nuovi servizi di streaming video come Netflix o YouTube e al fatto che il formato FullHD sta rapidamente cedendo il passo allo spettacolare UltraHD 4K, pensate al trasferimento di immagini ad altissima risoluzione verso stampanti o sistemi di backup centralizzati, alle nuove tecnologie smart per la casa per diffondere musica in tutte le stanze, ai sistemi di video sorveglianza controllabili da remoto e presto vi potrete fare un’idea di quanta potenza di trasmissione dati sia richiesta per gestire tutto questo.

Il Wi-Fi potrebbe presto non essere più sufficiente per gestire il nuovo mondo multimediale, si inizia infatti già a parlare di Li-Fi. Questa nuova sigla, acronimo di Light Fidelity (fedeltà della luce), ha infatti a che fare proprio con la luce e promette per l’appunto di sfruttare le sorgenti luminose per la sua diffusione, anziché le classiche onde radio.

Questa nuova tecnologia sembra essere già in fase avanzata di sviluppo e potrebbe, oltre che risolvere molte delle problematiche legate alle interferenze radio, garantire velocità di trasmissione dati addirittura cento volte superiori all’attuale Wi-Fi!

Non male ah? E quindi, se pensavate di aver ormai visto tutto ciò che riguarda la trasmissione senza fili, mettetevi pure comodi, a quanto pare il meglio deve ancora arrivare! Non perdetevi quindi tutti i nostri nuovi articoli iscrivendovi alla nostra Newsletter o al nostro Feed RSS.

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