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Gli Italiani e le password

Il 7 febbraio si è celebrato il Safer Internet Day, una giornata interamente dedicata alla sicurezza sul Web. Per quanto possa sembrare strano, il cammino per una maggiore consapevolezza dei pericoli della Rete è ancora lungo.

Gli Italiani e le password
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Tra tutte le giornate mondiali intitolate a qualcosa di importante, ogni anno si celebra anche quella dedicata alla sensibilizzazione su tutti i fronti della sicurezza online.

L’evento, chiamato Safer Internet Day (SID), è una grande occasione che dovrebbe far riflettere un po’ di più ognuno di noi, in quanto avere la consapevolezza dei pericoli della rete non serve solamente a proteggere noi stessi, ma anche tutte le persone care che ogni giorno ci stanno accanto e sono purtroppo più deboli, come bambini ed anziani.

In Italia, il sito di riferimento all’evento è: www.generazioniconnesse.it e darci un occhio di certo non può fare che bene, mentre a questo link è possibile reperire anche una guida di riferimento in formato PDF in cui vengono riepilogati alcuni temi molto interessanti.

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I temi affrontati al Safer Internet Day

Gli argomenti affrontati durante il Safer Internet Day sono stati davvero molti, a partire dal cyberbullismo fino ad arrivare al furto di identità e agli errori più comuni che si fanno navigando, chattando, utilizzando piattaforme social o siti di Betting Online.

A quanto pare i soggetti più esposti a questa tipologia di pericoli risultano essere quelli appartenenti alla cosiddetta Generazione X, ossia tutti quei giovani nati tra la metà degli anni novanta ed il primo decennio del nuovo millennio. Alcuni di loro sono già maggiorenni, altri ancora adolescenti, ma qualcosa li accomuna tutti, sono cresciuti con smartphone, tablet, computer ed internet.

Buona parte di questa generazione non sa nemmeno che prima di loro esisteva un’epoca in cui tutto ciò non c’era, o comunque non era alla portata di tutti. Conoscono ovviamente alla perfezione come funzionano tutti questi nuovi dispositivi, ma senza essere purtroppo consapevoli di tutte le trappole che possono nascondesi dietro il loro costante utilizzo.

Tutto questo accade fondamentalmente per due principali motivi: la mancanza di esperienza ed una scarsa formazione ricevuta in merito alla questione.

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Il problema delle password

Una ricerca condotta da Keeper Security ha di recente reso noto quanto risultino essere deboli, se non addirittura inutili, la maggioranza delle password utilizzate dagli utenti, basti pensare che ben il 17 per cento delle password attualmente in uso è formato della sequenza 123456, e come se non bastasse seguono a ruota 12345678, 1234567890 e 111111, incredibile!

Alla luce di questo non è difficile capire che, per i pirati informatici, violare account protetti in questo modo risulta essere davvero un gioco da ragazzi.

Altre ricerche hanno poi portato alla luce che la maggior parte delle persone tende ad utilizzare, quando possibile, la stessa password per tutti i propri account, da quello di posta elettronica a quello del sito preferito di Betting Online che, per quanto possano rendere i propri sistemi di autenticazione sempre più sicuri, ben poco possono fare contro la superficialità degli utenti.

Insomma, è vero che da una parte i cyber criminali sono sempre più capaci e accorti, ma dall’altra sembra proprio che la gente comune continui impassibile a sminuire il problema sicurezza.

Certo c’è da dire che non tutti hanno il tempo o la passione di informarsi leggendo riviste specializzate o blog di informazioni e consigli come questo, ma occorre necessariamente capire che troppo spesso le cattive abitudini di un nostro amico o parente potrebbero involontariamente avere delle ripercussioni anche su noi stessi.

Provate per un attimo ad immaginare se, ad esempio, venisse semplicemente hackerato l’account Facebook di qualche vostro amico, l’intruso sarebbe a quel punto in grado di visualizzare tutto ciò che pubblicate anche quando siete assolutamente convinti che il vostro diario sia visibile solamente da persone di fiducia scelte da voi. A quel punto non ci sarebbe da stupirsi nel trovare pubblicate online foto o video che in realtà vorreste mantenere privati.

Insomma, alla fine di tutto la morale è che tutti noi dovremmo almeno tentare di fare la nostra piccola parte e cercare a nostra volta di incoraggiare i nostri cari a fare altrettanto ed iniziare ad adottare comportamenti più cauti e sicuri.

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